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Il Museo della Civiltà del Vino - Centro di Documentazione, Laboratorio di Ricerca di Buttrio

Il Museo ripercorre i momenti legati alla produzione vino, dalla nascita del vigneto alla lavorazione dell'uva. Interessante la raccolta di riviste di enologia ed agricoltura.

Il Museo della Civiltà del Vino -  Centro di Documentazione, Laboratorio di  Ricerca di Buttrio

Sede: Via Morpurgo 8
33042 BUTTRIO (UD)

Orari: Il Museo è aperto su appuntamento.

Contatti: Museo della Civiltà del Vino, Centro di Documentazione, Laboratorio di Ricerca
tel.0432/674068
e-mail mcv.comunedibuttrio@libero.it


Grazie alla favorevole posizione geografica dominata dalle colline, Buttrio vanta una viticoltura di ottimo livello. Famosa è la Fiera Regionale dei Vini, nata nel 1933 che richiama tanta gente dal Friuli e dall’estero.
Il Museo della Civiltà del Vino, nato nel 1998 si rivolge agli appassionati, studenti e lavoratori che desiderano approfondire le proprie conoscenze sulla vitivinicoltura e sugli aspetti storico-popolari e religiosi del vino.
Gli oggetti esposti sono circa 2500 databili tra il 1850/1950.
Il percorso esplora  le fasi della vitivinicoltura, la bottega del bottaio, l’osteria, gli oggetti legati al vino, le pubblicazioni tecnico-scientifiche.
Il ciclo della vitivinicoltura iniziava con il disboscamento del terreno; seguiva la delimitazione, effettuata  da  un geometra o un agrimensore con il doppio decametro, la pertica, la catena metrica  e lo squadro.
Dopo  il terreno veniva arato. Gli strumenti legati a questo lavoro, qui visibili sono: un aratro in legno il cui modello è rimasto invariato dai tempi della dominazione romana, lo zappacavallo per diserbare e aerare il terreno, il ripuntatore impiegato  per tracciare un canale di drenaggio nei terreni umidi.
Una volta piantato e cresciuto, il vigneto richiedeva cure costanti, dalla fine dell’inverno all’autunno successivo quando l’uva era pronta  per la vendemmia. 
Nel corso dell’anno il viticoltore potava le viti, eseguiva lavori di manutenzione della struttura del vigneto ed eseguiva dei trattamenti contro le malattie più diffuse: fillossera, peronospora e oidio.
Nel museo troviamo alcune tavole illustrate interessanti che spiegano scientificamente queste malattie.
Vediamo anche le pompe a mano e a zaino per spruzzare il solfato di rame allo scopo di debellare la peronospora e lo zolfo per eliminare l’oidio, nonchè gli attrezzi per gli innesti: coltelli e pinze di varie dimensioni.
Interessante la ricostruzione della cantina con l’occorrente per la pigiatura, la torchiatura, la fermentazione del mosto e l’invecchiamento del vino, ossia: tini, torchi, botti e pompe da travaso, diverse damigiane, alcune molto belle con copertura in rame sbalzato, destinate alle osterie.
Singolare la pigiatrice itinerante a rulli: nelle famiglie dei piccoli produttori non c’era questa macchina e pertanto la pigiatura era eseguita da una persona esterna che,  per il lavoro svolto, era ricompensata  con i prodotti della terra.
Nell’esposizione non poteva mancare il bottaio, mestiere importante, perché costruiva le botti per la conservazione del vino. Osserviamo il banco da lavoro, le pialle rovescie, la morsa a banco, i caprugginatoi, utensili usati per fare la capruggine (scanalatura della botte) le staffe in legno e in ferro per chiudere le botte.
Un ampio spazio è riservato all’artigianato artistico: ci sono boccali e caraffe in ceramica, molto belli,  della fine del XIX secolo, bottiglie e fiaschi rivestiti con foglie palustri di stiancia, vimini, foglie di mais, fili elettrici o di metallo.
Curiosi alcuni oggetti: un portabottiglie con chiusura a chiave, usato dalla padrona di casa per evitare che la servitù  bevesse il vino in sua assenza e il Manuale pratico di fabbricazione del 1911 che insegnava a sofisticare vini, liquori e gazzosa.
Originale è l' osteria con il banco dell’oste, i tavolini, la lavagna con l’indicazione del menù del giorno, le varie posate e il bilancino per vendere il sale.
Inoltre deve essere ricordata, per l’importanza tecnica e scientifica, la serie di cataloghi e riviste riguardanti le attrezzature enologiche e l’agricoltura, pubblicate tra fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.  Infine, citiamo un documento particolare,  legato alla storia del paese, che colpisce per la semplicità e la delicatezza della manifattura e dei colori: il Manifesto della Terza  Edizione della Fiera Campionaria del Vino del 1935.
L'articolo completo è publiccato sul Notiziario ERSA n. 1/2009
Il Museo della Civiltà del Vino: Centro di documentazione, Laboratorio di ricerca - Buttrio (UD)

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