Villa Chiozza
Sede del Servizio divulgazione, assistenza tecnica e promozione
L’attuale complesso edilizio è costituito dalla villa, di probabile origine settecentesca, da un corpo a doppio U i cui edifici si affacciano sul cortile posteriore della stessa e da un villino, posto vicino all’ingresso di servizio. Fanno parte dell’insieme– ad est del nucleo ed immersi nel verde – i ruderi di un’interessante serra in muratura, costruita probabilmente nel 1904 dall’architetto triestino Giorgio Polli. In occasione di questa ristrutturazione la villa mutò radicalmente aspetto: essa fu rialzata di un piano, acquistando un carattere che si può definire “primonovocentista”, perdendo l’armonia architettonica che caratterizzava la costruzione precedente, di cui è testimone una cartolina di fine ‘800.

Si presume che la villa sia stata acquistata dalla famiglia Chiozza intorno al 1825 (data riportata sul cancello d’ingresso secondario). Utilizzata inizialmente come casa estiva, dal 1858 divenne la residenza stabile di Luigi Chiozza, in cerca di serenità e conforto dopo la prematura scomparsa dell’amata Pisana. Ciò tuttavia non significò l’abbandono dell’attività scientifica: per proseguirla, Chiozza trasformò alcuni fabbricati in un moderno laboratorio di ricerca, dove condusse, tra l’altro, gli studi sulla pebrina. Egli, oltre agli aspetti più strettamente funzionali, ne curò anche quelli estetici, dedicandosi alla trasformazione di un vasto appezzamento di terreno incolto in un parco all'inglese.
Alla scomparsa di Luigi, le vicende della villa seguirono le alterne fortune degli eredi. Nel 1970 l’intera proprietà fu acquistata dall’ERSA, che vi allestì il Centro di educazione professionale per imprenditori agricoli.





