Deve la sua origine principalmente a motivi di carattere agricolo, economico e di praticità.
Nelle zone alpine e prealpine il bestiame, in particolare quello bovino, era la fonte primaria di reddito e, più alto era il numero di capi che si potevano mantenere, maggiori erano le possibilità di sussistenza a disposizione della famiglia.
Strettamente legate all’aspetto economico troviamo le operazioni della fienagione che, nei paesi delle valli montane, si protraeva da giugno a settembre e vedeva occupate le persone dall’alba al tramonto.
Allo stesso tempo, una stalla con capi da accudire richiedeva un gravoso impegno giornaliero, a scapito della fienagione. Balza evidente che, inviando il bestiame all’alpeggio, ci si poteva dedicare maggiormente alla produzione di foraggio nella quantità necessaria per il mantenimento degli animali al loro rientro nelle stalle a fine stagione.
Anche di fronte ai grandi cambiamenti sociali di questi ultimi decenni, i motivi fondanti l’origine della transumanza rimangono sempre validi, pur non parlando più di piccole aziende a carattere famigliare, ma di unità produttive zootecniche più consistenti e condotte con le più moderne tecniche gestionali.